Attualità e Notizie

«Pagare per fare i volontari è già un miracolo»
inserito il 21.08.2010

I medici che accompagnano il pellegrinaggio parlano di guarigioni e miracoli.

I numeri del 53esimo pellegrinaggio diocesano a Lourdes ci dicono che tra gli ottocento svizzeroitaliani più numerosi del solito sono i giovani (tra i quali un’ottantina di scout), soprattutto i giovani che si sono messi a disposizione per servire da volontari (brancardier, infermiere, eccetera). Ma più numerosi che d’abitudine sono anche i medici: undici per la precisione. Con tre di loro abbiamo voluto affrontare un tema sempre vivo e palpitante qui a Lourdes, quello delle guarigioni. Uno di loro ci riferiva una frase del nuovo direttore del Bureau Médical del santuario, l’italiano Alessandro De Franciscis: «A me pare che le guarigioni che vengono a galla negli ultimi anni siano solo la punta di un iceberg». Come mai? Damiano Castelli: Penso che innanzitutto si debba considerare che la medicina continua a fare passi avanti e a volte si costata ad esempio che la diagnosi di partenza non era sufficientemente precisa. I metodi diagnostici, per esempio la TAC, non sono sempre stati applicati sin dall’inizio. E questo può scoraggiare dall’intraprendere verifiche complesse e molto lunghe sulle guarigioni che avvengono. Teniamo conto che su 7mila casi esaminati sino ad oggi sono una settantina le guarigioni dichiarate “inspiegabili” dai medici e “miracolose” dalla Chiesa. Non sempre, in queste migliaia di casi archiviati, si sarà trattato di illusioni o di effetti psicosomatici, ma sta di fatto che c’è una certa ritrosia, un certo pudore dei malati ad annunciare una guarigione. C’è una tendenza a ridurla ad un avvenimento privato. Franco Denti: Questi percorsi intimistici si possono forse spiegare anche col fatto che la gente abbia paura di essere strumentalizzata, “usata” dai media, pure senza cattive intenzioni. Ci sono stati casi -qualche anno fa ricordo quello di una suora francesefiniti sulle prime pagine dei giornali per settimane e poi finiti in nulla. Comprensibile che la gente sia restia a manifestare una guarigione. Spetta a noi medici aiutare i malati a recuperare una fiducia in questo, perché queste cose capitano per il bene di tutti, anche del mondo più lontano. D’altra parte, come riferivo ieri, avvengono conversioni di giovani dalla personalità “disastrata” e spesso devastata dalla droga, proprio qui a Lourdes nelle comunità di madre Elvira, che hanno anche la caratteristica di “guarigioni”. Per tornare a quelle più tradizionali, so che siete stati richiesti di un cosulto... Gianfranco Bolognini: Il nuovo direttore medico dà l’impressione di voler... aprire di più il campo, cerca sempre di coinvolgere i medici che giungono con i pellegrini facendo circolare i dossier di numerosi casi. Il nostro dottor Bonetti, ad esempio, è stato richiesto di un parere su un caso che toccava la neurologia (constatando peraltro che il dossier all’inizio era stato fatto male...). E tutti i martedì i medici che accompagnano i pellegrinaggi partecipano a un incontro comune con il direttore medico. Personalmente sono sempre cauto sui miracoli, sia come credente che come medico, in particolare perché mi rendo sempre più conto che della medicina conosciamo ben poco. E penso che la Chiesa abbia ragione di procedere, come fa, con i piedi di piombo. Quel che è certo è che qui c’è un’atmosfera che ha qualcosa di miracoloso: l’abnegazione e la dolcezza con cui parenti e volontari fanno compagnia ai malati per esempio, ha qualcosa di miracoloso Franco Denti: È un po’ come se i malati qui si ricaricassero per un anno intero. Qui c’è un rapporto di due volontari per un malato. Certo, se gli operatori sanitari degli ospedali e delle case per anziani facessero meno burocrazia e più accoglienza e ascolto ne trarremmo tutti vantaggio. Anche se devo dire che ci sono alcuni di questi magnifici giovani che continuano, senza clamore, per tutto l’anno a seguire i loro malati. È una ricchezza della società ticinese che pochi sanno che abbiamo, e che non è valorizzata. Damiano Castelli: Mi meraviglia sempre come la fede possa mobilitare questa marea di giovani, con sacrifici incredibili, perché è tutta gente che utilizza il tempo della vacanza e che paga per venire qui... Franco Denti: ...e molti non riescono a venire perché non possono tirar fuori gli 800 franchi necessari (soldi con cui potrebbero andare alle Maldive...). Questi giovani, le loro facce raggianti, sono uno dei fatti che dopo una settimana a Lourdes mi fanno ripartire credendo nel popolo ticinese.

(di Claudio Mésoniat, articolo tratto dal GdP del 20.08.2010)



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